NE VEDREMO DELLE BELLE…
(Una giornata passata a Pianeta Birra)
La visita era già programmata da tempo,così sabato 10 febbraio alla buon’ora partenza alla volta di Rimini fiera (da Milano, con i moderni Eurostar è anche un piacere viaggiare in treno) destinazione PIANETA BIRRA la fiera per il settore birrario
(detto anche “Pianeta delle scimmie”visto come escono da lì certi soggetti..) dove
la moderna struttura di questi padiglioni fieristici e la logistica ad essi collegata ben si presta a questi tipi di eventi.
Noi sommelier siamo forse più abituati al più austero e formale mondo del “nobile” vino fatto di eleganza e di compostezza e devo dire che il primo impatto non è stato proprio così, “faraonici” e sfavillanti mega stand delle multinazionali del settore con musica a tutto volume pieni di hostes e “cubiste” (per carità anche l’occhio vuole la sua parte) attorniati da decine di ragazzotti assatanati, ululanti e con il bicchiere pieno di una “bevanda standardizzata”chiamata birra.
La maggior parte della mia visita però si è focalizzata sui “Laboratori di degustazione”
organizzati da unionbirrai riguardanti due distinte degustazioni di birre artigianali con l’intervento di Paolo Massobrio (club del Papillon) in veste di giornalista enogastronomico e di “curioso” scopritore di questo nuovo mondo.
Nella prima degustazione “legame tra birra e territorio”si è parlato dell’utilizzo sempre maggiore di materie prime provenienti dallo stesso territorio,o anche da altri,ma di fattura artigianale basati quindi sulla qualità,sulla ricerca e sulla passione della gente che li produce come cultura del territorio e valorizzazione dei luoghi,una sorta di nuovo percorso birro-gastronomico.
Ecco quindi degustare una Lurisia 6 del birrificio Le Baladin di Piozzo (CN) prodotta utilizzando acqua della fonte di Lurisia,cereali delle Langhe Monregalesi e lieviti da vino rosso. Una Seson del Piccolo birrificio di Apricale (IM) utilizzando una miscela di 6 luppoli differenti e il chinotto di Savona,oppure una Scires del Birrificio Italiano di Lurago M. (CO) un blend fra una birra acida a fermentazione spontanea con una giovane lager in piena fermentazione addizionata con ciliegie della varietà Duroni di Vignola.
Nella seconda degustazione lo “spessore” è notevolmente aumentato,il tema
“Barley Wine e birre forti” non poteva che anticiparcelo ed ecco quindi cominciare con una Strada San Felice del Birrificio Grado Plato di Chieri (TO) birra alle castagne per poi passare alla Enhanced del birrificio Panil di Torrechiara (PR) 9% di alcol con profumi affumicati e prodotta con lieviti da spumantizzazione e per finire una vera
“chicca” un prodotto che ha stupito chi ancora non lo conosceva la Xyauyu’ (si pronuncia xayu’) del birrificio Le Baladin una birra 12% di alcol,prodotta partendo dalla SuperBaladin del 2004 lasciata ossidare all’aria per 18 mesi, vi assicuro che non sembrava nemmeno birra aveva complessità olfattiva e morbidezza paragonabili ad un grande Marsala perfetta per il cioccolato.
Dopo questo mi sono limitato ad altre birre alle castagne ed alla particolare “Panil Barrique” rifermentata in barriques e passeggiando in mezzo alle “cubiste” per riprendere la strada di casa mi son detto: di questo passo ne vedremo delle belle…
(cubiste a parte….)
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